La vertigine dal greco “vertere” ovvero girare è un disturbo della sensibilità spaziale consistente nella sensazione illusoria di rotazione del soggetto o dell’ambiente contenuti nel campo visivo. Vertigine (sensazione di rotazione) e disequilibrio (sensazione di sprofondamento), sono sintomi molto comuni nella popolazione ed aumentano con l’avanzare dell’età. La “paura di cadere” può compromette l’autonomia dei pazienti che non escono di casa, se non accompagnati, anche per commissioni di tutti i giorni come acquistare il pane o il giornale tanto più se anziani.
Ecco alcune delle cause più frequenti di vertigini.

Vertigine parossistica posizionale
E’ una crisi improvvisa di vertigine “come se si fosse su una giostra” della durata di alcuni secondi. Si presenta tipicamente al momento di alzarsi dal letto, nel raccogliere un oggetto da terra o nel guardare verso l’alto.
Viene considerata nella maggior parte dei casi una patologia benigna e trova risoluzione attraverso l’esecuzione da parte del medico specialista di manovre dedicate.

Neuronite vestibolare
Patologia nota come “labirintite” è una vertigine rotatoria accompagnata da forte nausea e vomito della durata di alcuni giorni.Caratterizzata da grande malessere spesso necessita di un ricovero ospedaliero.
Dopo l’episodio acuto è fondamentale l’impostazione di una terapia farmacologica adeguata e la riabilitazione del Sistema dell’Equilibrio.

Vertigine cervicale e cervicalgia
Comunemente detta “cervicale” si presenta come una vertigine con o senza una componente dolorosa a livello muscolare in pazienti che assumono posture scorrette della colonna vertebrale per esempio sul luogo di lavoro o in seguito a “colpi di frusta”.

Vertigine emicranica
Sensazione di disequilibrio “come se ci si trovasse su una barca” in pazienti che soffrono di emicrania. Può comparire contemporaneamente all’emicrania o sostituirsi a questa. Viene trattata elettivamente con farmaci specifici.

Il colloquio e la visita del paziente permettono di porre diagnosi nell’80% dei casi.
Gli eventuali approfondimenti (esami ematochimici o immagini radiologiche) completano la fase diagnostica.
Da quel momento inizia la “presa in cura” del paziente, tappa fondamentale nell’affrontare il percorso terapeutico più adeguato attraverso un progetto sia farmacologico che comportamentale di riabilitazione o di riprogrammazione del Sistema dell’Equilibrio.